Dalle case cantoniere il business del turismo sostenibile

Avete presente le case cantoniere, quegli immobili di proprieta’ statale sotto gestione Anas, posizionati su tutto il territorio italiano, di color rosso acceso e usati come  basi per gli operai che si occupavano delle operazioni manutentive stradali?

Bene, tra Agenzia Demanio, Anas, Ministero Trasporti (Mit) e Ministero beni,attività culturali e turismo (Mibact) e’ stato firmato un protocollo di riutilizzo delle suddette strutture – ben 1244 contate – nell’ambito del  turismo sostenibile. Si inizia da un primo gruppo di 30 “progetti civetta” nell’area centro nord da presentare entro giugno 2016 per i quali sono previste operazioni di ristrutturazione e messa in gestione: successivamente sara’ avviato il bando per individuare chi puo’ essere in grado di saper trasformare una casa cantoniera in un’interessante operazione business in cui confluiranno planning alberghieri a struttura ostello, enogastronomici (specie per il centro sud) e turistici per un target di clienti internazionali. Dall’Agenzia del Demanio la garanzia del sostegno durante le infinite trafile catastali e nel relazionarsi con gli enti pubblici su territorio, cosa non certo  rapida e gradita. Inoltre e’ stata inglobata anche l’dea di salvare le unita’ in condizioni degradate nel caso in cui vi siano soggetti che decidano di occuparsi di salvarle e valorizzarle.

Il battesimo sarà celebrato con le cantoniere romane della via Francigena, per poi passare a quelle sulla Ciclovia del Sole tra Firenze e Verona e su quella tra Torino e Venezia.

L’idea e’ di lasciare agli interessati la gestione del sito, la speranza e’ che figure imprenditoriali audaci si lancino in questa possibilita’di creare una piccola impresa turistica nel pieno rispetto dei parametri sostenibili che faranno sempre piu’ parte della nostra vita negli anni a venire.