Prestito BNL per lo sport: tassi e preventivi

Le attività sportive, lo sappiamo, costano. Consapevoli del fatto che a causa di mancanza di disponibilità economica numerosi sportivi, più o meno giovani e più o meno promettenti, abbiano dovuto spesso abbandonare la loro attività sportiva preferita, la banca BNL ha deciso di proporre un prestito finalizzato al sostentamento proprio delle attività sportive in genere. Capiamo meglio tutti i dettagli di questa proposta, dopo aver analizzato le possibili soluzioni alternative che si presentano agli occhi di chi deve finanziarie il proprio sport e più in generale il microsettore di riferimento. Continua a leggere

Mutui agevolati a Roma

Il mercato immobiliare è stato interessato in questi anni da un importante calo dei prezzi, che ha portato sempre più soggetti a valutare possibili soluzioni che possano permettergli di procedere all’acquisto della prima casa. Oggi capiamo insieme quali sono le proposte più convenienti per coloro che vogliono richiedere un mutuo nella capitale.

La BCC di Roma e le altre banche

Tra le proposte segnaliamo anche quelle della BCC di Roma, e in particolare il Mutuo Fondiario Ipotecario per Famiglie a tasso fisso. La soluzione permette di procedere all’acquisto di una casa o di un immobile, o di rimettere a nuovo un immobile che già si possiede. Il mutuo richiesto può andare a coprire al massimo l’80% del valore complessivo della spesa e prevede che sull’immobile venga accesa una ipoteca (che rappresenterà una garanzia per la banca. Come previsto dalla legge, al finanziamento si accompagnano le dovute assicurazioni volte in questo caso a proteggere richiedenti ed eredi da eventuali imprevisti. Il mutuo può avere una durata massimo di 30 anni e minima di 18 anni. Al cliente, oltre ai tassi di interesse che potranno essere stabiliti direttamente in filiale, verrà richiesto il pagamento di una imposta del 2% sull’importo totale. E’ disponibile anche un prodotto simile, ma a tasso variabile.

Sempre nel territorio della capitale, potete provare a chiedere informazioni anche alle altre banche e farvi fare un preventivo personalizzato che vi aiuterà ad avere una idea più chiara sulle possibili soluzioni. Potete rivolgervi alla filiale locale della Banca Popolare Etica Scpa, alla UniCredit, o ancora alla succursale della Banca d’Italia o a Banca Prossima.

Le soluzioni di Conto Arancio

Dopo aver fatto un giro tra le varie banche, e aver chiarito chiedendo agli addetti i vostri dubbi, potete valutare anche possibili soluzioni online, che tra l’altro non di rado promettono tassi di interesse inferiori e dunque un maggior risparmio.

Tra le soluzioni online, molto interessati sono quelle di Conto Arancio. La banca propone mutui a tasso fisso, misto o variabile. Nel primo caso parliamo di mutui che permettono di avere una rata fissa e nota fin dall’inizio del finanziamento, che potrà protrarsi per massimo 30 anni. Il tasso variabile, invece, permette di godere di una rata che rispecchia quello che è l’andamento del mercato economico nel complesso. Una ulteriore categoria, è rappresentata dal tasso rinegoziabile, che concede dopo un periodo prefissato di passare da una soluzione fissa ad una mista o viceversa. A tassi di per sé convenienti, si aggiungono particolari sconti destinati ai correntisti di Conto Arancio. Le rate infatti sono soggette ad uno sconto di 30 euro in caso di tasso fisso e del 0.3% dello spread in caso di tasso variabile. Da segnalare anche la possibilità di accedere ad uno spread minimo di 1,40% in caso di mutui accesi prima del 15 gennaio 2017.

Ottenere un mutuo velocemente

Se avete bisogno di avere una risposta prima possibile per non perdere la casa dei vostri sogni, potete ricorrere ai mutui di BNL. La banca garantisce risposta entro 5 giorni lavorativi e offre online la possibilità di avere un’idea molto chiara su quelle che potrebbero essere le rate future. Immaginiamo ad esempio di dover richiedere 80.000 euro per acquistare una casa che ha un valore totale pari a 300.000 euro e di voler estinguere in 20 anni il mutuo e di avere 30 anni al momento della richiesta. Un eventuale mutuo a tasso fisso sarà soggetto ad un TAN Fisso pari all.1.60%, a cui sommare 300 euro di spese di istruttoria e 800 euro di spese per la perizia dell’abitazione stessa. La rata mensile derivata sarà all’incirca di 389 euro. Online avrete anche la possibilità di valutare le condizioni di un mutuo variabile, soggetto all’1,20% di spread, ad un Tan variabile dello 0,83%. Anche in questo caso, sarà necessario considerare 300 euro di spese istruttoria e 800 euro di perizia.

Taxisti contro Uber

La protesta dei taxisti avvolge l’Europa: la crescita di Uber fa paura alle categorie che oggi sono le sole a gestire l’affare.

Al centro del mirino ci sono le leggi che vogliono modificare l’attuale regolamentazione delle auto Ncc, ovvero il noleggio con conducente.

In particolare, c’è un emendamento che impone il rientro in deposito alla fine di ogni servizio, ma che non viene presa in considerazione perchè giudicata inutile ed inammissibile anche dalla Corte di giustizia europea.

In Italia la situazione è ancora ferma. A causa del blocco del governo non è possibile usufruire del prodotto che sta spopolando in tutto il mondo: UberPop.

Questo servizio permette ai privati di offrire passaggi all’interno della città.

Uber non è il fornitore del servizio ma il nome dell’applicazione che mette in contatto domanda e offerta.

E così piovono giù mille critiche. La principale: i privati che offrono questo servizio non pagano le tasse. Seguono poi le proteste sulla qualità e la sicurezza del servizio, e sull’assicurazione dei terzi in caso d’incidente.

Occorre chiarire, però, che chi si presta a tale attività deve seguire delle regole determinate.

I driver devono dichiarare i loro compensi, e tutte le transazioni sono elettroniche, quindi tracciabili. Sono, poi, obbligati ad avere assicurazioni verso chi trasportano nel momento in cui operano.

Vi è, inoltre, un servizio di recensioni da parte di chi viaggia con Uber: l’app in questo modo tiene sotto controllo sicurezza e qualità del viaggio in auto. In Italia per adesso è attivo Uber Black, che prevede la sola possibilità del conducente di alta qualità.

Dalle case cantoniere il business del turismo sostenibile

Avete presente le case cantoniere, quegli immobili di proprieta’ statale sotto gestione Anas, posizionati su tutto il territorio italiano, di color rosso acceso e usati come  basi per gli operai che si occupavano delle operazioni manutentive stradali?

Bene, tra Agenzia Demanio, Anas, Ministero Trasporti (Mit) e Ministero beni,attività culturali e turismo (Mibact) e’ stato firmato un protocollo di riutilizzo delle suddette strutture – ben 1244 contate – nell’ambito del  turismo sostenibile. Si inizia da un primo gruppo di 30 “progetti civetta” nell’area centro nord da presentare entro giugno 2016 per i quali sono previste operazioni di ristrutturazione e messa in gestione: successivamente sara’ avviato il bando per individuare chi puo’ essere in grado di saper trasformare una casa cantoniera in un’interessante operazione business in cui confluiranno planning alberghieri a struttura ostello, enogastronomici (specie per il centro sud) e turistici per un target di clienti internazionali. Dall’Agenzia del Demanio la garanzia del sostegno durante le infinite trafile catastali e nel relazionarsi con gli enti pubblici su territorio, cosa non certo  rapida e gradita. Inoltre e’ stata inglobata anche l’dea di salvare le unita’ in condizioni degradate nel caso in cui vi siano soggetti che decidano di occuparsi di salvarle e valorizzarle.

Il battesimo sarà celebrato con le cantoniere romane della via Francigena, per poi passare a quelle sulla Ciclovia del Sole tra Firenze e Verona e su quella tra Torino e Venezia.

L’idea e’ di lasciare agli interessati la gestione del sito, la speranza e’ che figure imprenditoriali audaci si lancino in questa possibilita’di creare una piccola impresa turistica nel pieno rispetto dei parametri sostenibili che faranno sempre piu’ parte della nostra vita negli anni a venire.

Europa, tutto pronto per la diffusione dei nuovi 20 euro

Sono già passati tredici anni da quando, il 1° gennaio 2002, si diede il via alla circolazione monetaria dell’euro, tra i dodici Paesi dell’Unione Europea che per primi avevano aderito all’iniziativa.

Da allora, diverse ed ancor più complicate vicissitudini hanno segnato il destino della moneta unica, colpevole, per molti, del declino economico delle famiglie europee, ed in particolar modo italiane. Difatti, le stesse hanno più volte denunciato incresciosi aumenti nei costi dei servizi, come dei beni primari.

Un altro grave problema ha riguardato poi la perdurante attività di falsificazione di monete e banconote, ad opera di criminali residenti sull’intero suolo dell’UE. Per ovviare a ciò, nel corso degli anni, analisti e banchieri hanno optato per la pubblicazione e successiva diffusione di nuove banconote, che andassero, col tempo, a sostituire quelle già esistenti.

È questo il caso dei cinque e dei dieci euro (emessi rispettivamente nel 2013 e nel 2014), per i quali ne è stata modificata la dimensione, il colore e la sicurezza, a prova di contraffazione. Ebbene, dal 25 novembre dell’anno corrente, anche i biglietti da 20 subiranno la stessa sorte. Questi ultimi in particolare, come sottolineato dal Governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi, possederanno un’ulteriore caratteristica che li renderà, a suo dire, incopiabili. Guardando la banconota in controluce, sarà infatti possibile notare una finestra fluorescente ove è altresì raffigurato il volto della mitologica Europa.

Ad introdurre l’utile innovazione è l’Eurosistema, il quale ha già annunciato per i futuri anni, l’emissione delle banconote da 50, 100, 200 e 500 euro.

GrowIT Up: la novità Microsoft per le start up digitali italiane

E’ risaputo come in territorio italiano siano tanti e vari i mezzi a sostegno dell’imprenditoria e delle start up.

ma molto di più può essere fatto e in maniere ben più concreta. Un’interessante iniziativa proviene da Microsoft e dal suo Ceo Satya Nadella che si è recato recentemente a Roma per promuoverla: strutturata insieme a Invitalia e Fondazione Cariplo porta il nome di GrowIT Up e sicuramente esce dagli schemi utilizzati finora. In un unico pacchetto, previa selezione delle  più interessanti start up digitali, saranno inclusi vari ambiti: ricerca finanziamenti e “business angels”, tecnologie  e software all’avanguardia a disposizione, esperti del marketing internazionale e così via. Insomma una sorta di team costituito da vari professionisti di grande professionalità ciascuno nel proprio campo, che va a convogliare tutti gli aiuti concreti possibili per  incentivare sia una  competitività all’altezza di quella già ampiamente sviluppata e radicata in altri Paesi non solo europei, sia per favorire il decollo delle nuove imprese e abbattere tutte la grevi fasi problematiche che rallentano e in molti casi, specie in Italia, stroncano sul nascere promettenti start up inizialmente piene di verve, slancio e motivazione.

Saranno non più di centro le società elette perche’ desiderose e predisposte a confrontarsi con il mondo intero, che entreranno nell’iter del GrowIT Up. Il team operativo sarà posizionato a Milano sostenuto da Cariplo Factory, nato dalla famiglia Cariplo per supportare le possibilità professionali dedicate ai giovani. Sono previsti diversi appuntamenti tenuti  da personalità didattiche di spicco sia della realtà Microsoft sia del mondo aziendale italiano di rilievo. Tra i partner di avvio sono già annoverati Unicredit, Eni, Generali Assicurazioni, Benetton, Enel ed è già prevista l’entrata in scena di tantissimi altri colossi imprenditoriali.

Dopo questa prima fase di circa un anno, verranno scelte dieci società ogni sei mesi reputate adatte e idonee ad essere finanziate dai business angels di Invitalia che hanno per ora stanziato già 50 milioni di euro e, al di fuori del progetto Microsoft, hanno già permesso il decollo di ben 620 nuove imprese digitali.

Economia circolare in via di sviluppo in tutto il mondo. Galletti: “Raccolta differenziata o pesanti sanzioni”

In questo periodo, a raggio internazionale,  si va imponendo la cosiddetta “economia circolare”  grazie alla  Fondazione Ellen MacArthur che si occupa del suo sviluppo e diffusione attraverso il coinvolgimento di potenti multinazionali come Philips, Coca Cola e Ikea. L’economia circolare, o ciclica, ha la peculiarità di autorigenerarsi creando risorse e ricchezza: ciò che sembra arrivato a conclusione del proprio ciclo diventa punto di partenza di un iter completamente nuovo.

Ideatrice e madre della fondazione è Ellen MacArthur, ex campionessa mondiale di vela, che non ha mai  fatto segreto di come sia stata ispirata,  per questa importante mission ambientalista, da situazioni vissute in prima persona e caratterizzate da scarsità di risorse  da dover sfruttare e valorizzare al massimo durante i suoi lunghissimi soggiorni in mare.

Recentemente la tipologia da economia ciclica è stata vagliata dalla Commissione Europea,  che ha esaminato in dettaglio l’ iter di produzione e di recupero rifiuti: ha  preso così consapevolezza che, tra dieci anni, nel 2025 si avrebbe un risparmio del 14%  sulle materie prime impiegando la stessa mole produttiva e che ciò avrebbe il cospicuo valore di circa  400 miliardi di euro, dei quali 12 miliardi in Italia.

Nel nostro Paese, la situazione è ancora vergognosamente retrograda rispetto ad altre Nazioni. Il Ministro dell’Ambiente Galletti, entusiasta promotore dell’economia ciclica, ha così  bacchettato i Comuni inadempienti e senza scrupolo di tutela ambientale: E’ inaccettabile che il 40% dei rifiuti finisca ancora nelle discariche. L’alternativa non sono i termovalorizzatori ma la raccolta differenziata:  vi sono Comuni che ne fanno largo uso e altri che a malapena conoscono questa parola, bloccati da tempo in situazioni stagnanti. Mi aspetto che  questi ultimi forniscano progetti di smaltimento rifiuti come indicato dai parametri internazionali di ecosostenibilità, altrimenti procedero’ a sanzionarli pesantemente. E’ ingiusto che alcune Regioni paghino per l’incuria e il lassismo di altre”.

Moody’s promuove il sistema bancario italiano

Se in Italia sono ancora molto forti le polemiche sulla stretta creditizia operata dal sistema bancario tricolore nei confronti di famiglie e imprese, all’estero il parere sembra invece essere radicalmente opposto. Tanto da spingere l’agenzia di rating Moody’s, a migliorare l’outlook sul sistema bancario italiano portandolo da negativo a stabile.

Un giudizio motivato dalla previsione di una riduzione dei prestiti problematici e dal ritorno a una modesta redditività nel corso del biennio 2015-2016. Ancora Moody’s spiega però che la situazione rimane densa di incognite, a causa della presenza di una serie di nodi da sciogliere a livello operativo. Allo stesso tempo, l’agenzia afferma di attendersi una riduzione del livello degli accantonamenti sui prestiti nell’arco dei prossimi 18 mesi, soprattutto per effetto di un deciso miglioramento delle prospettive economiche del nostro Paese.

Va inoltre ricordato che i processi di fusione tra le banche popolari in atto dovrebbero contribuire non poco ad accrescere le possibilità di tagliare ulteriormente i costi operativi nel corso del 2016, unendosi al possibile accordo con la Commissione Europea in relazione alla creazione della badbank in cui il Ministro dell’Economia Padoan vorrebbe far convergere i cosiddetti crediti deteriorati. Ove ciò avvenisse, il sistema bancario italiano vedrebbe in pratica disinnescata una potenziale bomba pronta a deflagrare, andando in pratica a scaricare i suoi possibili effetti sui conti statali. Una ipotesi che però continua a trovare forti opposizioni all’interno della stessa Commissione, andando a configurare l’ipotesi di un vero e proprio aiuto di Stato.

Il rapporto rilasciato da Moody’s non manca poi di sottolineare come a fronte di condizioni di raccolta abbastanza buone e di una capitalizzazione adeguata, resti limitata le capacità di generazione interna di patrimonio.

Un giudizio sostanzialmente positivo, che però sembra stridere in maniera abbastanza evidente con la realtà percepita in Italia, ove le associazioni dei consumatori continuano a denunciare la strozzatura operata nel trasferimento di risorse dal sistema bancario all’economia reale, che continua a pesare in maniera abbastanza evidente soprattutto sul sistema delle PMI, con una lunga serie di fallimenti di imprese impossibilitate a sopravvivere in assenza di liquidità.

Intesa Sanpaolo: accordo con il Banco Estado Chile per l’internazionalizzazione del no-profit

L’amministratore delegato di Banca Prossima (facente parte del Gruppo Intesa Sanpaolo) Marco Morganti ha recentemente firmato un’intesa con il Banco Estado del Chile, la Corporazione di sostegno alla produzione e la commissione economica per l’America Latina. Questo accordo trasversale è uno dei tanti punti di arrivo, voluti in primis dallo stesso governo italiano, per sviluppare l’economia sociale cilena e trasferire le relative competenze al fine di instaurare un modello operativo simile a quello proposto, da diverso tempo, da Banca Prossima. Un impegno ad ampio raggio per cercare di diversificare le meccaniche economico-finanziarie del territorio sudamericano virando su una tipologia di tipo partecipativo.

L’occasione in sé è un’ottima opportunità per internazionalizzare le principali no-profit italiane. Inoltre, l’accorso in questione dà a Banca Prossima la possibilità di mettere a punto un tavolo di lavoro con tre prestigiosi enti in possesso di un portafoglio clienti, e di una relativa copertura geografica, a dir poco esorbitanti. Il discorso, che si articolerà attraverso un arco temporale piuttosto lungo, possiede tutti i requisiti necessari per gettare le basi di un progetto versatile, poliedrico e alla portata di chiunque lo desideri. Un obiettivo difficile, è vero, ma ben lontano dall’essere irrealizzabile.

Ad ogni modo, l’accordo con il Banco Estado Chile, la Corporazione di sostegno alla produzione e la commissione per l’America Latina è soltanto uno degli step programmati da Intesa Sanpaolo per virare con forza verso una marcata internazionalizzazione delle sue attività di riferimento. Grazie all’appoggio dell’Advisory Board, infatti, sono allo studio ulteriori tappe significative per intensificare i rapporti sociali ed economici con altri territori esteri.