L’Italia agli ultimi posti in economia

Renzi afferma che l’Italia sta finalmente uscendo dalla crisi e che dobbiamo essere positivi. Sarà, ma intanto la crescita del Pil registra un minuscolo 0,7% in più rispetto al 2015, contro il +3,4% della Spagna e il +2,3% del Regno Unito.

Per non parlare del debito e del deficit del nostro Paese che non si smuovono di una virgola.

Queste difficoltà si riflettono pesantemente sulle nostre imprese che rendono difficili qualsiasi possibilità di competere con gli altri Stati europei.

Per rendere bene l’idea di quanto l’Italia sia indietro facciamo un paragone con la Germania.

Mettiamo a confronto un imprenditore italiano e uno tedesco: il nostro attende ben 227 giorni per un permesso edilizio contro i 96 del concorrente. L’italiano paga i prestiti il 20% in più, l’energia elettrica il 14% in più, e persino i nostri dowload sono più lenti rispetto agli altri.

Se poi i beni prodotti dal nostro imprenditore vengono venduti allo Stato, occorreranno 144 giorni per saldare il debito contro i 19 della Germania.

E quando deve versare tasse e contributi, vede il suo fatturato rinunciare al 64% dei profitti contro il 48% della Germania.

Si aggiunga poi che il numero di adempimenti per pagare le tasse in Italia è 14 contro i loro 9.

Dopo tutto ciò, è normale che i tedeschi ci appaiano come i primi della classe, ma è un merito che non spetta solo a loro, ma anche a molti altri paesi europei: per esempio, il Regno Unito cresce ad un ritmo tre volte maggiore al nostro.