Canone Rai 2016 in unica soluzione di pagamento, ma il web è salvo

Sembra che stavolta non sfuggiremo: il canone Rai si dovra’ pagare con la prima fattura di erogazione d’energia elettrica 2016  in un’unica soluzione. E non abbiamo possibilita’ di sostegno e complicità da nessuno: sono infatti previste pesanti multe per quelle aziende elettriche che non comunicheranno l’elenco dei morosi (o che non riverseranno gli introiti all’erario). Così recita l’ultima bozza della Legge di Stabilità ormai prossima alla stesura defitiva, secondo la quale si presume la detenzione o utenza di un apparecchio tv in presenza di fornitura energia elettrica (!). Presunta, quindi la mancanza in casa di apparecchi televisivi va autocertificata presso le Agenzie delle Entrate di zona.

L’importo sara’ di 100 euro, più basso rispetto al canone 2015 che ammontava a 113.50 euro, e dovrebbe essere consolatorio sapere che, dal 2016 al 2018, le eventuali maggiori entrate versate pagando il canone Rai – stavolta pare da tutti – finiranno in un fondo per la riduzione della pressione fiscale. Recuperando così l’evaso, il canone scenderebbe intorno agli 80 euro.

Chi deve, quindi, pagare il canone?  Non possono esimersi i possessori di televisori, radio (non autoradio), apparecchi in grado di ricevere programmi tv con i sistemi tradizionali: antenna, parabola satellitare e collegamento via cavo. Lo pagano anche i fruitori di pc che abbiano scelleratamente collegato  ad esso un box di ricezione usando i sistemi tradizionali: ad es, antenne collegate ad ingresso Usb.  Chi invece non lo paga?  Possono esserne esenti i possessori di computer, tablet, smartphone e di tutti gli strumenti che sfruttano il collegamento internet per ricevere programmi, come tra l’altro – ma pensa – gli stessi programmi Rai in streaming. Gli internauti sono salvi, quindi, anche se il tentativo di estendere il canone Rai ad una sorta di tassa sul web c’e’ stato, scatenando immediatamente  polemiche talmente aspre da far desistere repentinamente dall’infelice proposito.

E’ a questo punto, pero’, che si profila un escamotage:  un monitor senza possibilità di ricezione, usarlo al posto della tv, collegare un pc/tablet su cui scaricare l’app della Rai con annessa visione dei programmi in diretta – oppure usare  Android Tv dal web allo schermo – e il gioco e’ fatto. Anche stavolta.