Ferrari e Wall Street, pericoloso calo dell’8% durante le ultime sessioni finanziarie

Una notizia dell’ultim’ora contribuisce ad alimentare quel sentimento di sfiducia e di sconforto che sta caratterizzando le recenti attività borsistiche. Stando ai dati degli analisti finanziari, infatti, le azioni della Ferrari perdono il 3,5% dei circa 52 dollari stimati da Wall Street dall’inizio della quotazione in borsa del capitale appartenente al Cavallino Rampante. Se a questo calo si aggiunge il 5% perso nella giornata di venerdì, il calo ammonta ad un preoccupante 8% in grado di mettere in situazione di estremo rischio economico-finanziario l’80% del patrimonio azionario detenuto ancora dalla Fca.

Ad ogni modo, il quadro delineato dai suddetti analisti finanziari abbraccia uno spettro molto più ampio, con proiezioni valutarie per nulla pessimistiche: il global coordinator Ubs dona a Ferrari una valutazione buy di 60 dollari; Mediobanca, da par suo, si sbilancia fino ad un target di 64 dollari poiché ritiene che Ferrari sia outperform, ossia un soggetto in grado di sbaragliare la concorrenza del suo settore di riferimento. Più prudenti, invece, JpMorgan Chase e EvercoreIsi, con la prima che fissa una stima di prezzo neutral sui 52, mentre la seconda assegna un obiettivo di prezzo sell pari a 40 dollari. Insomma, il quadro non è affatto disastroso come sembra.

Da un’analisi diffusa dagli esperti di Borsa Mercato abbiamo scoperto importanti novità sulla situazione delle azioni Ferrari, sulla quale ci sarebbe poco da preoccuparsi riguardo l’andamento a lungo termine del titolo.

Comunque, dietro tutto ciò c’è un lavoro fatto di considerazioni ed osservazioni che precede, con i dovuti margini di errore, i probabili esiti affermati qualche riga fa. La maggior parte di tali valutazioni, quindi, seguono la tipica scia borsistica dei trend e delle eventuali speculazioni valutarie, influenzati a loro volta da eventi collaterali che talvolta esulano dal puro e semplice contesto economico-finanziario. Se Mediobanca confida ciecamente nel potenziale di Ferrari, non si può dire altrettanto di Everscore si, magari più attenta e più realista su certe situazioni. Benché si tratti di Ferrari, colosso ed istituzione secolare del mercato automobilistico, le precauzioni in ambito borsistico hanno sempre ragione di esistere, altrimenti si corre il pericolo, complice la volatilità congenita di qualunque piazza finanziaria, di andare incontro ad un dissesto di proporzioni bibliche. Entrare in un discorso del genere prevede un’oculata, quanto sapiente, gestione dei propri rendimenti economici, altrimenti lo spettro di una potenziale perdita non verrà mai eliminato del tutto.