Prestiti personali per dipendenti comunali

I dipendenti pubblici hanno la possibilità di accedere a prestiti e finanziamenti in maniera agevolata in molti casi. Oggi vediamo quindi cosa i dipendenti pubblici, e comunali in particolare, dovrebbero sapere e come dovrebbero muoversi qualora si trovino nella necessità di richiedere una somma di denaro in prestito. Differenti sono infatti le opzioni tra cui scegliere e gli elementi da valutare prima di scegliere una o l’altra opzione.

Dipendenti pubblici e accessi al prestito

Essere dipendente pubblico garantisce in generale un accesso più facile e in alcuni casi anche più veloce al mondo dei prestiti. Questi soggetti, infatti, presentano come garanzia la loro busta paga, fonte da cui prelevare appunto le rate deputate al saldo stesso del prestito e che, in quanto elargita da una amministrazione pubblica garantisce una notevole sicurezza alle banche o alle finanziarie. I prestiti personali per dipendenti pubblici sono di fatto una forma di prestito che non necessita che venga esplicitato il fine della richiesta e per questo motivo risulta anche poco impegnativo dal punto di vista umano o personale.

Una seconda opzione, invece, è quella di optare per una soluzione di cessione del quinto dello stipendio che, come risaputo, prevede di fatto la decurtazione della rata direttamente dallo stipendio, soluzione semplice da gestire e che non obbliga il soggetto ad oneri particolari come ad esempio la necessità di effettuare operazioni di bonifico e simili. Notevole è anche il vantaggio legato all’importo della rata, che tutela le possibilità economiche del soggetto contenendo la cifra all’interno della soglia del 20% dello stipendio mensile.

Una ulteriore possibilità è quella di ricorrere al prestito con delega che consente di versare rate pari a circa metà dello stipendio stesso, con un tasso di interesse fisso. Se state valutando questa possibilità, ricordate di valutare con particolare attenzione quelli che sono i vostri bisogni economici. Una rata così sostanziosa, infatti, a meno che non siano presenti altre forme di reddito, di fatto cambia notevolmente le disponibilità economiche del soggetto.

Proseguiamo ora con i prestiti Inpdap, che a differenza delle altre soluzioni sopra citate sono dedicati esclusivamente ai dipendenti pubblici. In questa categoria rientrano i piccoli prestiti che vengono rilasciati fino ad esaurimento del fondo dedicato a questo fine per i dipendenti pubblici. I prestiti sono caratterizzati da una durata abbastanza breve, dal momento che difficilmente superano i quattro anni, e a tassi di interesse particolarmente convenienti.

Prestiti per dipendenti pubblici

Volete avere un’idea delle cifre? Proponiamo di seguito alcuni esempi che possono aiutarvi ad avere un’idea di massima sul mercato dei prestiti ai dipendenti pubblici. Chiedere in prestito 5.ooo euro permette di restituire la cifra in 60 mesi, pagando delle rate mensili di 105 euro; se avete esigenza di prolungare il periodo di restituzione potete scegliere un prestito a 84 mesi, con rate da 79 euro o rate da 59 euro qualora il prestito debba essere saldato in 120 mesi. Se avete necessità di richiedere una cifra più importante, come ad esempio 10.000 euro, sappiate invece che dovrete restituire 211 euro in 60 mesi, 158 euro in 84 mesi, 119 euro in 10 anni. Se la cifra necessaria ammonta a 18.000 euro invece le rate saranno pari a 380 euro per restituzione a 60 mesi, 285 euro a 84 mesi e 119 euro a 120 mesi. La richiesta di 25.000 euro prevede invece 60 rate da 528 euro, 84 da 396 euro o in alternativa 299 euro in 120 mesi. La soluzione, come potete vedere, prevede quindi un Tan del 5% e un Taeg del 7,80%, in linea con le proposte del mercato in questo settore.

Se, invece, state valutando di richiedere dei prestiti Inps, sappiate che nell’anno in corso ai prestiti di questo tipo viene applicato un TAEG pari al 3,5% in caso di prestito pluriennale e TAEG del 5% in caso di piccoli prestiti.