Assegno circolare scadenza: come funziona e quali sono i rischi?

L’assegno circolare è uno degli strumenti di pagamento più apprezzati perché chi lo riceve ha la certezza di poter incassare l’importo che vi è indicato. Ma cosa si può dire in merito alla scadenza dell’assegno circolare? Vediamo come funziona e quali sono i rischi legati a questo titolo di credito a vista.

Cos’è e come funziona l’assegno circolare

In apertura dell’articolo abbiamo scritto che l’assegno circolare è un titolo di credito a vista: questo significa che deve essere pagato alla semplice esibizione. Ma cerchiamo di capire come funziona: chi vuole effettuare un pagamento con questo strumento deve innanzi tutto recarsi presso una banca per fare la richiesta compilando e firmando un apposito modulo; la banca rilascia l’assegno solo dopo che è stata depositata anticipatamente una somma parti a quella riportata sull’assegno stesso; quando il beneficiario riceverà l’assegno potrà portarlo in banca (presso qualsiasi sede o sportello dell’istituto emittente) per riscuotere l’importo.

Nel momento in cui la banca accetta di emettere l’assegno si sta impegnando a pagare quella determinata somma di denaro (già precedentemente depositata dal pagatore) al beneficiario: ecco perché c’è la certezza del pagamento ed ecco perché questo strumento viene spesso utilizzato nella pratica commerciale al posto del contante.

L’assegno circolare viene compilato dalla banca: l’istituto trattiene la matrice, consegna al richiedente un talloncino (una sorta di promemoria su cui vengono riepilogati la data, l’importo e il beneficiario) ed emette l’assegno vero e proprio (la “figlia”) che riporta la data e il luogo di emissione, la somma, (scritta sia in numeri che in lettere) e la firma dell’istituto di credito. L’assegno circolare può essere trasferito a terzi mediante girata, ma non se riporta la clausola di non trasferibilità (che in alcuni casi è obbligatoria). Ma qual è la scadenza di un assegno circolare? Visto che molte persone lo hanno ricevuto (magari come rimborso per un contratto di utenza) i dubbi su questo aspetto possono essere tanti.

La scadenza dell’assegno circolare: termini e rischi

Ci sono un paio di cose da ricordare: è bene recarsi in banca per riscuotere le somme indicate nell’assegno entro otto giorni (se si vive nello stesso comune di emissione) oppure entro quindici giorni (se si risiede in un altro comune); oltre questi termini l’assegno non perde di validità, però la banca emittente può revocarlo.

Altra scadenza da tenere a mente: il possessore dell’assegno deve presentarlo per il pagamento entro 30 giorni dall’emissione, altrimenti decade dall’azione di regresso. Infine bisogna ricordare che l’azione diretta nei confronti dell’istituto emittente si prescrive in tre anni dall’emissione. Se non viene presentato all’incasso entro questo termine l’assegno finisce nel fondo dormienti e da quel momento solo chi ha richiesto la sua emissione potrà andare a recuperare l’importo (in questo caso la prescrizione è di 10 anni).