Tabaccheria: a quanto ammontano i guadagni?

Sono tante le persone che si chiedono a quanto ammontano i guadagni di una tabaccheria. Non si tratta di un modo per fare i conti in tasca agli altri: più che altro chi ricerca informazioni di questo tipo lo fa perché ha intenzione di fare un investimento di questo tipo, intraprendendo la carriera di tabaccaio.

Cosa vende il tabaccaio?

Ovviamente è impossibile fare una stima dei guadagni di una tabaccheria che possa valere per tutto il territorio. Nel confronto tra entrate ed uscite infatti influiscono tanti fattori, che a seconda dei casi possono subire variazioni anche importanti. Pensiamo ad esempio alle spese di affitto del locale, che può essere molto diverso in base alla zona in cui si trova il negozio, ma anche alla potenziale platea di clienti. Le tabaccherie vendono tantissimi oggetti e la clientela è certamente numerosa.

Bisogna però considerare che tipo di merce vende il tabaccaio: sulla maggior parte dei prodotti esposti il suo margine di profitto è davvero contenuto. Partiamo dalle sigarette: per ogni pacchetto venduto la tabaccheria ottiene una piccola percentuale (chiamata aggio), che si aggira intorno al 10%. Un discorso simile può essere fatto anche per quanto riguarda gli accendini, le ricariche telefoniche, le marche da bollo (la percentuale che spetta alla tabaccheria in questo caso ammonta al 5%), le slot machine, i vari giochi legati al Lotto e i Gratta e vinci (per i quali l’aggio è pari all’8%).

A quanto ammontano i guadagni di una tabaccheria?

Considerando che i ricavi non sono particolarmente elevati, l’obiettivo è quello di puntare sulle quantità. Al giorno d’oggi è davvero difficile trovare una tabaccheria che si limita alla vendita degli articoli da fumo. I tabaccai ormai sono in grado di offrire un’ampia gamma di prodotti e servizi: oltre a quelli citati prima non è raro trovare negozi di questo tipo che vendono articoli di cancelleria, giocattoli, caramelle, profumi e così via. Su queste vendite il ricavo può essere più alto rispetto all’aggio applicato sui prodotti “tipici”, ma bisogna considerare che c’è anche la concorrenza dei negozi specializzati in questi ambiti.

Finora abbiamo parlato dei ricavi, non dei guadagni. Da tutto quello che viene incassato infatti bisogna sottrarre anche l’affitto del negozio, le bollette, l’eventuale stipendio per i dipendenti, le spese legate alla contabilità, i contributi e le tasse sui redditi. Il guadagno netto, come visto, dipende da tanti fattori: secondo alcune stime lo stipendio medio si aggirerebbe intorno ai 1.300 euro al mese, ma questo significa che c’è chi guadagna cifre inferiori e chi invece riesce ad ottenere molto di più.