Quando l’accompagnamento arriva tardi

Quando un familiare si ammala di una gravissima patologia degenerativa che gli causa grossi deficit motori tanto da non poter più badare a se stesso in maniera autonoma, si può chiedere all’Inps l’indennità di accompagnamento. E’ accaduto che per cause burocratiche la domanda venisse accolta in ritardo, quando purtroppo il paziente non era più in vita.

Come ci si comporta in questi casi?

Dopo un momento di sconforto, del tutto comprensibile, è giusto indagare sui fatti.

Se la pensione richiesta viene erogata  troppo tardi e la causa sono solo le lungaggini burocratiche è possibile ottenere dall’Inps il cosiddetto rateo ereditario, cioè gli arretrati dovuti ad un familiare scomparso. Potrà esservi d’aiuto il Caf, l’ufficio Centro di Assistenza Fiscale della vostra città.

In questo caso la parte d’indennità già maturata e non riscossa dall’invalido non viene persa ma va agli eredi. Tenete presente che il calcolo della somma parte dalla data della prima richiesta.

Attenzione, però: l’accredito automatico avviene in favore del coniuge superstite.

Nel caso in cui, ci siano più eredi per avere le somme arretrate , bisogna presentare una domanda online specifica sul sito www.inps.it.

Può effettuare la richiesta anche un solo erede a nome di tutti gli altri, purchè abbia una delega autenticata.

Compilare la domanda è semplice: è sufficiente presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà dove risultino i nomi di tutti gli eredi aventi diritto. Se incontrate qualche difficoltà o avete qualche dubbio chiamate il contact center dell’Inps al numero 803164.